giovedì 26 giugno 2008
La solitudine dei numeri primi
Wired e il cloud computing
"Sixty years ago, digital computers made information readable. Twenty years ago, the Internet made it reachable. Ten years ago, the first search engine crawlers made it a single database. Now Google and like-minded companies are sifting through the most measured age in history, treating this massive corpus as a laboratory of the human condition. They are the children of the Petabyte Age.
The Petabyte Age is different because more is different. Kilobytes were stored on floppy disks. Megabytes were stored on hard disks. Terabytes were stored in disk arrays. Petabytes are stored in the cloud. As we moved along that progression, we went from the folder analogy to the file cabinet analogy to the library analogy to — well, at petabytes we ran out of organizational analogies.
L'idea di Andersen, se ho capito bene, è dunque che l'informazione perde valore semantico nel momento in cui le correlazioni tra i dati sono di tipo algoritmico-matematico. Andersen fa l'esempio del PageRank di Google, l'algoritmo che stabilisce gli hits delle ricerche, dando quindi una valutazione sulla popolarità di un sito. "Google's founding philosophy is that we don't know why this page is better than that one: If the statistics of incoming links say it is, that's good enough. No semantic or causal analysis is required". La scienza dice Andersen per secoli è andata avanti per modelli, la correlazione tra due dati A e B da sola non basta finché questa correlazione non si esplica nel capire il meccanismo sottostante che unisce i due eventi. Questo modello ora è diventato obsoleto.
"The new availability of huge amounts of data, along with the statistical tools to crunch these numbers, offers a whole new way of understanding the world. Correlation supersedes causation, and science can advance even without coherent models, unified theories, or really any mechanistic explanation at all.
There's no reason to cling to our old ways. It's time to ask: What can science learn from Google?"
mercoledì 28 maggio 2008
In a Letter to His Kids, Wired's Founding Editor Recalls the Dawn of the Digital Revolution
Mi piacerebbe un giorno poter scrivere qualcosa di simile a mio figlio. Vivere in un Paese dove la tecnologia pervade veramente la vita e la cambia. Abbiamo ancora tanta strada da fare ma l'avventura di Wired e' stata ed e' tuttora una delle piu' affascinanti. Avra' successo in Italia? mah.. sicuramente e' una bella scommessa
giovedì 8 maggio 2008
Le tre I
Le tre I: "Home Iscriviti alla Rete del Grillo Autenticati GrilloNews La Settimana Tour Help
8 Maggio 2008
Le tre I
Per una volta Grillo ha ragione. Ma io aggiungerei all'elenco dei desaparesidos il Ministero delle Comunicazioni cosi' un ministero minore che guarda caso doveva occuparsi di licenze televisive , monopoli e anche perche' no di Internet, banda larga, Wi-Max. Chi seguira' ora questi temi? Il nuovo governo e' fatto tra 5 minuti sono tutti a giurare al Quirinale. Spariti il Ministero dell'Innovazione (nessuno rimpiange Stanca ma un altro a sostituirlo non lo si poteva trovare?) Compare il dualismo tra Ministero dell'Economia e dello Sviluppo Economico. Mah..chissa' Scajola cosa combina da solo. E poi... Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento... ma la squadra la conosciamo gia' tutti. Quindi requiem in aeterno sulle tre I, Internet, Inglese e Impresa.
Clicca l'immagine
Vi ricordate le 'tre I' della campagna elettorale 2001? Internet, inglese e impresa. Finito il favoloso quinquennio della casa circondariale delle libertà delle tre I ci rimase solo il portale Italia.it creato dal formidabile ex capo magazziniere dell'IBM Lucio Stanca e costato decine di milioni di euro. Una barzelletta dell'informatica. 'Pliz visit aur cauntri' Rutelli lo seppellì definitivamente con la sua famosa imitazione di Alberto Sordi in 'Un americano a Roma'.
Circa 3000 comuni italiani non hanno l'ADSL, le aziende (i capitali delle aziende) sono espatriate. Nella sola Romania ci sono 22.000 imprese italiane.Il biennio di Valium Prodi ci ha messo del suo. Portentose liberalizzazioni di Bersanetor, costi faraonici della Pubblica Amministrazione e importazione di manodopera specializzata in rapine in villa.
Le tre I non le nomina "
mercoledì 16 aprile 2008
La generazione delle «no kid»
La generazione delle «no kid»: "«Niente figli», per scelta. Il movimento, nato dalla provocazione di una scrittrice francese, sta crescendo"
40 motivi per non avere figli e non sentirsi dei mostri. Il libro rispolvera il vecchio adagio che la donna non e' fatta solo per fare figli e che ci sono mille modi diversi per sentirsi realizzate nella vita. E' vero ma io vorrei ricordare alll'autrice Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci, una giornalista e scrittrice che certo aveva mille motivi per non rimpiangere di non aver avuto figli e mille soddisfazioni dalla vita. Eppure quella lettera era lo scarno manifesto di un istinto materno mai sopito del tutto, esprimeva il desiderio di un figlio mancato sopra ogni cosa. Credo che non ci sia nulla di piu' difficile da spiegare a chi non ha figli della gioia continua e crescente che comunica la nascita di un bambino e il suo crescere insieme a te. Non è paragonabile con nulla e credo che nessun traguardo professionale, sociale, culturale sia ad essa paragonabile, proprio perché ha a che fare con i primordi della vita, con quella semplicità, nudità dell'essere venuti alla luce che rappresenta l'incanto del mondo. Il sito di QuiMamme ha già messo on-line un forum con i 40 motivi e piu' per avere figli e il dibattito in rete ferve.
Con l'assoluto rispetto che porto per chi ha fatto questa scelta di vita, fatto e non subìto, perche' e' cosa diversa la seconda dalla prima, io dico solo che non sanno cosa si perdono, quanto una donna può arricchirsi e completarsi con la maternità. Quanta energia, progettualità e voglia di fare comunica un figlio, quanto spirito critico ti impone il confronto con lui.