giovedì 14 febbraio 2008

Il Campanile, una miseria tutta italiana


Giro questo post ricevuto da un amico e collega. E' una storia che tutti dovrebbero conoscere e spero che il mio blog, terra di nessuno, questa volta possa servire a qualcuno, a meditare, prima di entrare nell'urna elettorale...


Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi. Che fara'?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente.
Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato?
L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.
Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del
ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di
cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale.
A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS

lunedì 11 febbraio 2008

Il ciclo di vita di un post: From Servers to Spiders to Suits -- to You

The Life Cycle of a Blog Post, From Servers to Spiders to Suits -- to You

Bello questo articolo di Wired, spiega tutto quello che c'e' dietro al click con cui va on-line un post, dove finiscono le nostre parole, chi ne terrà traccia, quali potenziali lettori avremo. Fa un po' anche paura, e' come un salto nel buio, un vortice immenso che fa sentire piccoli, piccoli..Ottimo lo schema contenuto nell'articolo

venerdì 8 febbraio 2008

Lo squalo trancia cavi del WsJournal


Techcrunch
ha fatto un po' il giro di tutti i blog tecnologici l'immagine dello squalo con due raggi laser sulla testa, improbabile responsabile dei cavi sottomarini tranciati la scorsa settimana nel Sud Mediterraneo (Egitto e Iran). Quello di interessante che dice l'articolo è che la posa dei cavi di fibra ottica sui fondali del mare, è spesso gestita in modo grossolano, senza pensare alle conseguenze più banali: un'ancora gettata da una nave che trancia un cavo, o le stesse reti da pesca. Ma l'episodio è stato oggetto di dietrologie ben più serie del povero squalo. The Economist ha fatto notare che quel cavo tranciato trasportava oltre il 90% del traffico Internet al di la' del Canale di Suez e che quanto accaduto lo scorso 30 gennaio e poi il 1 febbraio ha lasciato senza collegamenti Internet l'Europa con il Sud dell'Asia e il Golfo di Suez. Insomma una volta può essere un incidente, ma due cavi tranciati in due giorni sono un attentato. Ce n'è abbastanza per la sceneggiatura di un film... Hollywood coraggio, al lavoro..

martedì 5 febbraio 2008

La protesta di Flickr a favore di Yahoo



Punto Informatico riporta alcune immagini pubblicate dalla community di Flickr, il sito acquisito da Yahoo un paio di anni fa, che la dicono lunga sull'accoglienza che la Rete ha dato alla notizia del bid di Microsoft su Yahoo Intanto Google è scesa in campo offrendo il suo aiuto finanziario a Yahoo per formalizzare un agreement con un altro partner (il Corriere oggi parlava di Time Warner). Yahoo e' un marchio storico di Internet: mi ricoredo uno Smau di dieci anni fa o forse piu' in cui David Filo e Jerry Yang vennero a Milano e incontrarono noi giornalisti. Era esattamente come se oggi venissero a Milano i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin. E infatti non a caso è stato il Ceo di Google, Eric Schmidt, ad alzare il telefono. Rappresentano il volto buono della rete, almeno Yahoo. Ma quello che mi chiedo è: potrà mai Microsoft eguagliare il successo di Google nel suo campo di eccellenza, cioé le applicazioni web? Io credo no, non basterà l'acquisizione di Yahoo! a guadagnare i lterreno perso in questi anni. E' una nuova cultura della rete quella creata da Google in questi anni, una rivoluzuone coperinicana che sposta il centro dal Pc al web, e le applicazioni dalla scrivania alla Rete. Microsoft ha il PC nel suo Dna, vive di sistemi operativi, di Office e Xbox, rappresenta l'informatica nella sua storia, ma oggi il cloud computing sta dimostrando che si puo'andare oltre, che il futuro appunto è nel modello inaugurato da Google, che è anche gratis o almeno lo è nella misura in cui si finanzia con la pubblicità on-line. Non so come finirà Yahoo personalmente spiacerebbe vederlo inglobato e snaturato in un'entità che poco avrebbe a che fare con la cultura diffusa in questi anni da Yahoo.

venerdì 1 febbraio 2008

Microsoft bids $ 44,6 bn for Yahoo

The Register: Sci/Tech News for the World
A parte la notizia, merita il commento di The Register:
F*ck me