giovedì 30 agosto 2007

Un mio personale ricordo di Carlini

Oggi e' morto un nostro collega e quelli come me che fanno questo mestiere da qualche lustro, non possono non ricordare l'arguta figura di Franco. Lo conobbi nel 1989. Eravamo ospiti di IBM a Roma: mi colpì allora ragazzina, la lontananza esteriore tra lui e quel mondo di grisaglie e musi impettiti che allora era IBM. Eppure gli ingegneri che ci accolsero al seminario sull'ingegneria del software erano tutti cosi' ossequiosi con lui.. lui che portava i sandali francescani e una t-shirt bianca su un paio di jeans. Segno che la vivacita' intellettuale della persona era superiore al suo aspetto da clochard.. Alcuni colleghi mi avevano raccontato che Ken Olsen, allora capo indiscusso di una società che si chiamava Digital (poi acquisita da Compaq) ai tempi con IBM leader sui minisistemi, aveva incorniciato nel suo studio l'articolo che Franco Carlini gli aveva scritto sul Manifesto in occasione di un'intervista al summit Digital di Cannes. Lo stesso Ken Olsen considerava Franco una specie di guru..
Io mi ricordo solo una tiepida serata romana, io, Alessandra e lui al ristorante a ridere e scherzare, lontano dalla cena ufficiale IBM.
All things must pass... we are accidents waiting to happen

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