Un Paese che non investe adeguatamente in un sistema educativo di base, accessibile a tutti ad uguali condizioni, non ha futuro. Questo il pensiero che ho fatto leggendo il post di Alfonso Fuggetta sulla ripartizione dei fondi alle Università italiane per Regione: fa impressione. Fuggetta spiega come nel decennio 1996-2007 le università italiane abbiano ricevuto chi più del dovuto, chi meno.. Naturalmente un'occhiata alla spartizione geografica dice subito che ne ha giovato e chi no
Piemonte: -549
Lombardia: -954
Veneto: -493
Emilia Romagna: -448
Liguria: +297
Toscana: +120
Lazio: +797
Campania: +554
Sicilia (!!!!): +974
Sardegna: +213
Ecco questo si aggiunge a quanto sperimento ogni mattina quando accompagno mio figlio all'asilo (comunale). Ogni giorno c'è una richiesta di materiale che non arriva dal Comune e che i genitori puntualmente si industriano a reperire: la fotocopiatrice è rotta.. ci vigliono 800 euro per ripararla la scuola non li ha, il comune non da' soldi, chi di voi ha una fotocopiatrice usata in buone condizioni da regalare alla scuola? Chi puo' regala Cd e Dvd da guardare, altri risme di fogli per disegnare. Non è un'impressione... hanno raschiato anche il fondo del barile e mi dicono essere così in tutte le scuole. Ogni anno è sempre peggio, sempre meno fondi.
Allora vogliamo abdicare per sempre alle scuole private? Vogliamo rinunciare ad avere un Paese con un'istruzione decente? Molti genitori iscrivono i figli direttamente alle private perche' così non ci sono scioperi (del cuoco, dei bidelli, delle maestre... perche' no anche dei bimbi gia' che ci siamo...). Io mi ostino a pensare che qualcosa di buono possa ancora darlo il nostro Paese, che ci siano tante persone piene di buona volontà e preparate anche nel pubblico. Spero di non sbagliarmi.
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