lunedì 12 novembre 2007

Un calcio alla morte

Non seguo molto il calcio... ma non ho resistito a un moto di rabbia di fronte alla foto sui giornali di un bel ragazzo sorridente di 26 anni che amava la musica e il calcio e che ieri per quella casualita' che e' la vita, ha chiuso gli occhi per sempre stroncato da un proiettile vagante. Anch'io mi sono sentita precipitare nel vortice dell'indifferenza da ennesimo morto del calcio, e come tanti ho pensato che questo sport e' stato rovinato dai troppi soldi, dai troppi sponsor e interessi economici che hanno fatto di un divertimento un'industria che si autoalimenta, un circolo vizioso di spirali di violenza che ha tolto ogni gioia allo sport. Stamattina sentivo alla radio Daniela Santanché che chiedeva le dimissioni del ministro Amato a nome di tutta la destra, e giù con discorsi populistici tipo: gli ultras espirmono un disagio, sono tutti disoccupati, gente che sfoga la propria rabbia con il pretesto del tifo avversario.. Insomma piove governo ladro...
Ecco la morale è che è sempre colpa del governo (specie se quello in carica non e' il tuo...) Io sinceramente la farei finita con i contratti miliardari ai calciatori, la cui utilità sociale mi devono ancora spiegare in cosa consista. visto che ormai non si puo' certo portare uno sport come il calcio a modello formativo dei nostri figli. Sospenderei il campionato e gli sponsor vadano pure a farsi fottere e con loro i dirigenti in pashmina giustamente definiti da Vittorio Zucconi oggi su Repubblica "criminali in sciarpa di pashmina".

1 commento:

Marco Weber ha detto...

Criminali in sciarpa di pashmina? Questa mi era sfuggita. Comunque il calcio è un bel po' che non mi attira più, perchè di sport ha poco o nulla. Persino la serie D è seguita da fanatici. E poi si meravigliano se ogni tanto ci scappa il morto.