venerdì 15 giugno 2007
Bloggo dunque sono?
Stavo pensando a questo blog. Sono arrivata tardi lo so, 70 milioni di persone ci hanno pensato prima di me. Ma non è che io non ci avessi pensato è che mi sembrava un esercizio autoreferenziale di egocentricità. E se guardo al panorama nazionale dei blog di autori italiani ne ho la conferma. Nel settore in cui bazzico, Internet e le nuove tecnologie, e' tutto un parlarsi addosso, un citarsi l'uno con l'altro per quella che una volta si chiamava "captatio benevolentia" . E di li' non esce, anche per i grandi nomi e firme del giornalismo che possono contare su un'autorevolezza reale che attrae visitatori al sito. Quanti commenti ci sono ai post in media ogni giorno: quando ne ho trovati tanti erano 5 o 6, e tutti degli amici di cui sopra. Insomma ti pingo così ti do' una ragion d'essere e tu ricambi il favore. Detto cosi' può sembrare brutale e semplicistico, ma è la realtà. O meglio la realtà, quella vera, è che il 52% degli italiani su Internet non ci va proprio e quindi non sa neanche cos'è un blog. Una goccia in un mare, parola perse nel nulla. Forse il nostro problema e' che ogni fenomeno trasferito dal resto del mondo all' Italia si ridimensiona. E noi dobbiamo fare i conti con un 35% degli italiani che guarda solo la televisione, altro che in Uk dove il numero di ore trascorse sul web ha superato quelle trascorse davanti alla Tv. L'Italiano è la quarta lingua più utilizzata al mondo nei blog. Anche questo lascia pensare. Vorrei che i blog fossero un po' meno narcisismo e un po' più un thread di discussione. Insomma i newsgroup su Internet hanno creato un valore aggiunto che oggi i blog per come sono strutturati non riescono a replicare. Forse nel caso dei corporate blog o di blog strumentali al lancio di un prodotto, dove il consumatore può decretare il successo o meno. Ma al momento non vedo sorgere una discussione costruttiva all'intenro di un blog.
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